egidio scardamaglia 2013


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Antonio Sorgente

Egidio Scardamaglia > Archivio di "hanno scritto di Egidio"



Il Pittore Egidio Scardamaglia è nato in Calabria nel 1948 da una notabile famiglia amante della musica della poesia. Fin da bambino dimostra un particolare amore per l'arte che lo stimola a seguire studi umanistici, con indirizzo artistico.

Alla fine degli anni '60 itinerari della vita lo conducono nella capitale dove trova impiego presso l'atelier del pittore Australiano Justin O'Brien. Nel 1982 si laurea in lingue letterature straniere presso l'Università La Sapienza con una tesi sulla storia e l'arte bizantina. Nel contempo e sotto la direzione del noto Mario Teleri Biason (docente presso l'Istituto Nazionale Calcografico di Roma) e dei maestri grafici Massimo Rossetti e Antonio Sannino, approfondisce le sue esperienze artistiche divenendo un esperto nelle metodologie di incisione e calcografia, nonché nell'uso della mezzatinta su carta. Il suo talento professionale sta nel saper riproporre nelle opere quelle sfumature quelle nostalgie liriche che caratterizzano il nostro vissuto, di cui spesso siamo inconsapevoli attori.
Successivamente, si segnala per produrre un'arte più autentica, quella della pittura del reale: dimensione figurativa dove può interrogare la natura e realizzare i suoi stati d'animo. Ne derivano dipinti lirici di particolare preziosità, percorsi da emozioni tonali, sostenuti, sempre, da un solido impianto contenutistico.
La sua attività espositiva di pittore grafico inizia nel 1974, con una mostra personale a Sydney (Australia), dove ottiene un buon successo di critica e di pubblico; i consensi ricevuti lo inducono ad esporre stabilmente in quella nazione.
Con il suo messaggio tematico, Egidio Scardamaglia si fa interprete di mondo inafferrabile ed effimero,, fino a spingersi realizzare immagini pittoriche che abbracciano la poesia, la musica e la narrativa.
Più precisamente si tratta di componimenti figurativi che uniscono, al loro interno, caratteristiche artistiche originali con uno stile poetico subito riconoscibile, soprattutto quando dipinge tranquille atmosfere familiari che evocano accadimenti di grande suggestione per l'uomo e portano lontano la fantasia. Per comprendere il suo messaggio poetico, è sufficiente osservare il dipinto intitolato "Attesa che di luna", dove l'artista dipinge una ragazza seduta in prossimità del mare. La scena è interamente percorsa da atmosfere crepuscolari, vibranti e segrete, illuminate da una misteriosa luna piena, parzialmente coperta da una nuvoletta che simula un'attesa segreta.
La scena rivela, all' appassionato spettatore, una figura di un' adolescente sognante ed emozionata, intrisa di fervore evocativo e di sostanza pittorica ad olio (azzurrini, i verdi stremati, e i grigi sfumati), rinvigoriti da singolari cromie simili all'incarnato rosa della fanciulla.
La sospensione romantica del dipinto non entra mai in contraddizione con il paesaggio o gli obiettivi che marcano l'opera, anzi gli elementi naturalistici concorrono a rendere più preziosa e suggestiva la scena, frutto di valori pittorici che testimoniano l'amore e la tradizione per la bella pittura figurativa del primo Novecento italiano (Donghi).
Opere che nel ritmo della composizione rivelano un mondo "scardamagliano" personale, invaso dai temi classici da lui affrontati; vogliamo con questo dire che il mondo pittorico dell'artista e la sua vita personale, fanno parte di un unico e prezioso intendimento. C'è da dire che un tale privilegio tocca gli artisti più che altri, poichè non diciamo e non distinguiamo, come sovente, tra vita pubblica e attività privata.
Un altro interessante dipinto dell'artista è quello intitolato "La lettera", in cui due giovani fanciulle sono allo scrittoio; l'intenzione delicata dei loro corpi suggerisce una loro affettuosa complicità. Scriveranno la lettera d'addio? -Oppure un appello d'amore? Vi è qui la descrizione figurativa classica, una propensione al realismo, suggerita però da toni impressionisti. Il quadro ci rivela allora un mondo quotidiano assorto e immobile, invaso da una luce calma nitida che scopre i contorni delle cose eppure distanzia in un "dove" impalpabile.
Le due fanciulle sono vestite con abiti raffinati degli anni '30 in cui colori (rosso vermiglio, verde operato e giallo-ocra), vanno ad inserirsi cromaticamente in un fondale dipinto con terre di Siena e bruni compatti, evidenziando, così, sia il realismo magico della scena, sia il contrasto cromatico delle tinte. Alla sinistra del quadro, infine, una finestra virtuale dai colori azzurrini; singolarità che mette in evidenza le architetture della Roma barocca e le minute sobrietà floreali. L'espediente artistico della via di fuga azzurrina, conferisce al dipinto luminosità, preziosità cromatica, poesia, equilibrio volumetrico, prospettiva e dinamicità scenica.
Talvolta ad interessare il pittore, ormai romano di adozione, sono paesaggi di piccole località turistiche come: Castiglion Fosco, Castiglion del lago, Greppolischieto, Skyros, e l'Isola di Dino, vedute che trovano la loro collocazione tra la pittura di radice postimpressionista e una certa seduzione dichiaratamente intimistica.
Componimenti e vedute bucoliche, con serenità scenica di fondo, dove l'artista sa cogliere sia la raffinatezza dei monumenti, sia la pregnante suggestione della natura. Dunque una pittura paesaggistica, quella di Scardamaglia, che si costruisce per masse e volumi, nella quale la lezione della Storia dell'Arte si avverte come linfa che percorre e vivifica l'opera. Ogni tono, infatti, partecipa con l'altro, così come il progetto compositivo segue il rigore che si traccia naturalmente e inevitabilmente nell'universo pittorico.
Si può, altresì, riferire, in un tempo in cui l'uomo è alla continua ricerca di se stesso, che la pittura di Scardamaglia, si pone in alternativa al dilagante potere della pittura astratta e del consumismo, perché capace di evocare immagini umane di sicuro fascino, di grande suggestione, appartenenti ad universi a dimensione d'uomo.
Egidio Scardamaglia nel tempo ha esposto in importanti gallerie d'arte in Italia (Roma, Perugia, Marino, Mentana, Prato, Tarquinia, Badia di Vaiano, etc.) e all'estero (Sydney, Melbourne, Brisbane, New York).
Le sue opere sono già presenti in importanti collezioni pubbliche e private.
Roma 16 gennaio 2010 Antonio Sorgente



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