egidio scardamaglia 2013


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Michele Giancotti, La Pittura di Egidio Scardamaglia

Egidio Scardamaglia > Archivio di "hanno scritto di Egidio"



La luce del Mediterraneo, la ricchezza della vegatazione, la generosità dei colori, la forza vitale di una terra prorompente e al tempo stesso in sé raccolta e carica dello sforzo e della fatica dell'uomo, hanno certamente contribuito alla formazione artistica di Egidio. Ciò che da subito colpisce nelle sue opere è il senso naturale di una fecondità dell'immagine che si apre ad una plurivocità di senso. Un'immagine cioè che nella lettura della sua opera riesce a far distanziare le coordinate razionali dell'interpretazione senza allontanarle e, dunque, integrando in modo eccellente quest'ultime a quelle più pronfondamente vissute sui diversi piani dello psichico. Vale a dire che l'artista riesce a trascendere la fredda necessità della tecnica ed è capace di suscitare nell'osservatore quell'emozionalità globale che pur rimandandolo ai temi pregnanti della memoria e della storia individuale e collettiva lo ancora fermamente al presente vissuto e al reale.
Le sue figure, i paesaggi, le nature morte, i piccoli oggetti della quotidianità raffigurati sia nel linguaggio grafico della mirabile serie di puntesecche, acqueforti e mezzetinte sia in quello pittorico dove la stesura sciolta del colore esalta e ammorbidisce il rigoroso senso dell'armonia formale della composizione, non cedono mai alla pur facile tentazione retorica della piacevolezza per piacevolezza. Relazionano invece il senso del bello con quello della contraddittorietà e inquietitudine che connota l'esistenza anche quando è poeticamente intesa. Così come l'arte esige. E in questo rapporto continuamente agito tra immagine e realtà, tra competenza tecnica e scarto creativo, tra pienezza di emozioni e capacità della loro giusta espressione formale, la luce è l'elemento catalizzatore, quello che gioca il ruolo più importante. In un continuo bilanciamento e armonizzazione della luce con la campitura dei colori, Egidio riesce a dare alle sue opere un'intonazione calda e pacata, una giusta concatenazione delle forme-figure-personaggi-nature morte-, un chiaramente percettibile eppure sfumato rapporto tra pieno e vuoto che rendono perfettamente l'idea dello spessore emotivo e della coscienza della realtà. Nelle sue immagini si interiorizza il mondo esterno e viene esteriorizzato quello interno. E di più non si può chiedere ad un artista, ed è questo che ci regala Egidio, e ancora è in questo che bisogna cercare le ragioni del suo operare, così come quello del successo di critica e pubblico che fin dagli inizi lo accompagna.

Michele Giancotti, La Pittura di Egidio Scardamaglia, Annuario D'Arte Moderna Artisti Contemporanei, 2001, Acca in…Arte Editrice S. D.L., pag.353, , www.accainarte.it


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